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Virtual Time | Agogica

Virtual Time | Agogica
Virtual Time | Agogica

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Terzo album per la band di Bassano Del Grappa, che si appresta ad aprire i live di Fantastic Negrito 



"Agogica" è quell’impulso dal quale scaturisce il ritmo musicale, senza uno schema.
Dare un titolo così ad un album fa capire che questi ragazzi hanno coraggio da vendere, e una volta che ci si approccia all’ascolto si capisce subito che sono anche bravi musicisti.

L’album è ricco di richiami al classic rock, che ha fatto la storia del genere, e l’aggiunta di una componente elettronica dà un respiro più ampio ai pezzi.

Il problema è che in tutte le canzoni lo schema c’è, ed è fin troppo chiaro: sì perché ad essere onesti oltre alla bravura tecnica, non c’è molto altro.
I brani che compongono questo lavoro sono troppo prevedibili e fin dal primo ascolto non riescono a sorprendere l’ascoltatore.
Sia chiaro, non è un male muoversi all’interno di canoni più o meno definiti, il problema è che i pezzi sono troppo simili tra loro e, una volta ascoltato l’album, non si muore dalla voglia di farlo ripartire.


Anche la scelta della lingua inglese non convince appieno, troppe volte da l’idea di appesantire il tutto.

Sarebbe bastato qualche guizzo qua e là, magari senza concentrarsi troppo su quanto si è bravi, privilegiando l’impatto.
Perché la bravura è come l’amore…a volte non basta.
Peccato.

Brano migliore: She


© Luca Cameli




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