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Friends from College

Friends from College

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In queste asfissianti giornate dominate da un caldo cammello, l’unica cosa che si vorrebbe fare è affittare un frigorifero per prosciutti come camera per l’estate passare incolumi alla canicola e non cedere alla sublimazione. Purtroppo un terrazzino fresco e la speranza che Eolo ci dia la sua benevolenza con una bella soffiata è tutto quello di cui uno si deve accontentare, mettici una serata tra amici e delle bibite fredde e tutto ti sembra più sopportabile.

Chi durante una cena non ha mai riso all'occasionale battuta licenziosa di un amico? L'effetto sorpresa, il doppio senso, la battuta, ci sta e la risata scappa via. Con questo genere di umorismo bisogna però stare bene attenti a non varcare una certa sottile e fumosa linea che renderebbe il tutto volgare e nel peggiore dei casi offensivo. Eppure, se questo dovesse essere il caso, probabilmente si leggerebbe nella sala l'imbarazzo, l'autore della battuta se ne scuserebbe e lo si giustificherebbe in qualche modo, d'altronde non è che lo fa per mestiere. Diverso è se sei l'autore di "Friends From College" e chiami intrattenimento questo genere di comicità.

Non mentirò e ti dirò che non appena ho visto il trailer con Keegan Allen Key ("Fargo", "Parks & Recreation"), Fred Savage ("The Grinder"), Greg German ("Ally McBeal") e soprattutto Cobie Smulders ("How I met Your Mother") mi ci sono fiondato su come una zanzara su una bella vena pulsante.

Già dai primi tre episodi si avverte qual è il passo della serie: i grandi cliché dei college americani, ma rivissuti da quarantenni che, per circostanze della vita, si reincontrano. E quindi abbiamo classiconi del calibro di saluto con acchiappo di testicoli, amica che s’imbatte in altri due che fanno sesso, gente che sul luogo di lavoro risponde ad una chiamata con i genitali per poi urlare parolacce misogine e sessiste al telefono quando all’altro capo non possono sentire, droga party per "concentrarsi meglio sul lavoro", rimpiazzo di animale domestico morto all’insaputa della padrona, atti osceni in luogo pubblico e la sempre presente scappatella tra amici.

Non dico che questi mezzucci utilizzati in altri contesti non possano essere per un selezionato genere di pubblico persino divertenti — in fondo "American Pie" ha avuto un sequel e poi un sequel del sequel — ma l’idea che questi, da soli, senza un minimo sforzo creativo nella stesura della sceneggiatura, applicati a degli adulti fatti e finiti, in carriera, che galoppano verso o nel bel mezzo degli -anta, potesse essere spassoso o esilarante, invece che noioso, triste e di un patetico che puoi solo risolvere con l’aiuto di un fido farmacista è una pia illusione.

In conclusione, volendo riassumere, citando la grande Robin Scherbatsky: "Friends From College" è un grande...

La prima stagione di Friends From College è adesso disponibile su Netflix.

© Stefano Pastore

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