Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

Lui è tornato | Netflix

Lui è tornato | Netflix

+++++

Lui è tornato”.
È da tanto che mi solleticava l'idea di comprare il libro, o perlomeno di vedere il film uscito nel 2015, ma per un motivo o per l'altro l'intenzione è sempre andata a sfumare, finché, in un caldo pomeriggio di aprile me lo sono ritrovata davanti agli occhi, proprio su Netflix.
Un film che tutti dovrebbero guardare perché ne vale la pena.

La vicenda è tanto divertente e leggera quanto seria e inquietante ma fatto sta che accade: Hitler ricompare il 23 ottobre del 2014 a Berlino, senza che nessuno ne conosca il motivo. Tramite l'edicolante che lo ospita, nei primi giorni egli conosce Fabian Sawatzki  che vorrebbe essere un grande regista, ma è stato appena buttato fuori a calci dall'emittente per cui lavora. Fabian trova esilarante questo personaggio comparso dal nulla, proprio quello che gli serviva per risollevare le sorti della propria carriera... ma quelle del mondo?

Il nostro Hitler moderno è Oliver Masucci, attore che, siccome io faccio le cose sempre al contrario, ho conosciuto prima nella serie tv “Dark” nei panni di Ulrich Nielsen.

Masucci interpreta un ruolo molto difficile riuscendo a farlo sembrare facile. Sarebbe stato semplice cadere nella trappola di restituirci un dittatore caricaturizzato, quasi un cartone animato oppure, al contrario, mostrarci una persona estremamente crudele tanto da far spavento a tutti. Invece ci stupisce: ci pone davanti a un uomo molto intelligente, capace di cambiare la propria personalità, con rapidità, come se avesse un interruttore. Ciò incute ancor più timore, perché lo rende totalmente imprevedibile.

Fabian pertanto, che prende vita grazie all'attore omonimo Fabian Busch, non è l'eroe intento a combattere il cattivo. È un tedesco qualunque e tanti come lui sembrano impermeabili al pericolo che potrebbe arrivare.
Hitler fa discorsi, è accomodante, si avvicina ai ragazzi e alle famiglie promettendo che cambierà le cose... ed è accolto da un pubblico entusiasta che ci ride sopra, ma intanto parla di lui, instaura meccanismi che sono utili ai suoi piani.

È un film accattivante con un andamento che tende a rallentare. La partenza molto rapida e leggera ci conduce via via al fulcro principale di tutto: quell'uomo è Hitler, non una macchietta satirica.

La presa di coscienza fa sì che a un certo punto la pellicola scorra meno, ma non per noia bensì per portare lo spettatore a trarre le proprie conclusioni.

Lui è tornato” è stato definito una commedia satirica, ma è molto di più.

All'inizio ci sono molti episodi che a libera interpretazione possono essere divertenti e ci regalano di fatto delle risate, ma compaiono già delle note stonate, come delle macchie che vengono oscurate dal clima da commedia. Le persone prendono tutto ciò che il protagonista dice come una battuta, il che rende altissima l' audience dei programmi a cui partecipa, programmi che vengono mandati in onda nonostante non abbiano nulla di politically correct e non dovrebbero essere ammessi nel 2014.

Se Hitler tornasse conquisterebbe il mondo? Riuscirebbe a uccidere ancora gli innocenti? Non lo sappiamo, anzi vogliamo sperare vivamente di no, ma questo film ci manda un messaggio importante: la storia va studiata e ricordata, affinché non si ripeta.

Mai dimenticare il passato, se vogliamo davvero proteggere il futuro.

E soprattutto mai ridere del male dandogli tempo di agire, perché dal sottovalutarlo al perderne il controllo il passo è sempre troppo breve.

© Federica Forlini

 

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS