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La forma dell’acqua | Guillermo del Toro

La forma dell’acqua | Guillermo del Toro

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È quasi finito febbraio e fuori diluvia.
Odio la pioggia quando sono costretta a uscire di casa e la amo quando, invece, la posso guardare e ascoltare dall’interno.
Amo i disegni delle gocce sui vetri, la condensa sui finestrini delle auto, il ticchettio insistente delle gocce sulle superfici.
Tante volte ci troviamo a chiederci che elemento saremmo e tutte le volte mi sono sempre risposta: io sono acqua.
Ne sono fortemente convinta tant’è che me lo sono addirittura tatuato. Non sono acqua perché non ho forma, sono acqua perché cambio continuamente la mia forma.

Leggere un titolo come “La forma dell’acqua” mi ha letteralmente spinta fra le braccia del cinema.
Nei primi minuti è stato inevitabile pensare fortissimo a “Il favoloso mondo di Amelie”, non solo per la genuinità della protagonista ma per un qualcosa che ricorda pienamente le atmosfere del gioiellino francese.
La forma dell’acqua” è un film d’amore, quello vero e puro che va oltre ogni etichetta e pregiudizio. Quello che va oltre le forme e la diversità.
Elisa è muta, è stata trovata da bambina in un fiume con la laringe tagliata, e lavora come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico dove gli americani stanno studiando una creatura anfibia per combattere la guerra fredda.
Elisa è sola, fatta eccezione per la collega afroamericana Zelda che la considera come una figlia e il vicino di casa omosessuale.
La creatura acquatica si scopre dotata di enorme sensibilità e a scoprirlo, fra un uovo sodo e l’altro, è proprio Elisa che finirà per innamorarsene.

Guillermo del Toro crea una favola nella quale i veri mostri sono gli uomini spietati alla guida del laboratorio e i “diversi” sono i buoni.
Racconta, attraverso una composizione di immagini e musiche, una poesia delicata come una danza di gocce d’acqua sui vetri.
Forse la trama è un po’ banale, ma ha veramente poca importanza perché “La forma dell’acqua” riempie gli occhi e il cuore. Ti fa credere nella possibilità di amare oltre il guscio e sperare in un lieto fine.

Consiglio i fazzolettini ovviamente, mi pare scontato ma è giusto ribadirlo.
Lasciate perdere la realtà e vivete la favola, con occhi diversi e con il cuore pulito.


© Giulia Cristofori

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