Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

L'uso del sito costituisce accettazione implicità dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser.

Approvo

#crunch103 | Cinzia

#crunch103 | Cinzia

"Help me, I've got no soul to sell." Nine Inch Nails, Close

Ciao Cinzia e benvenuta  tra i morsi quadrati!
Noi di CrunchEd siamo molto affamati di nuove storie e ci piacerebbe conoscere la tua. Quando hai cominciato a disegnare e cosa ti ha spinto a farlo? 
Contrariamente a molti altri ho iniziato a disegnare molto tardi e non ho fatto nessun tipo di percorso scolastico inerente. Il mio era più che altro il bisogno di raccontare la mia versione delle cose attraverso le immagini, che quello di disegnare e basta. Ho imparato molto di me disegnando, ed ogni illustrazione è un viaggio all’interno della mia visione della vita, che spero poi di riuscire a comunicare agli altri.


Ti va di spiegarci cosa ti ha portato a scegliere questa citazione da illustrare?
Ho scelto questa citazione perché nell’istante in cui l’ho letta mi si è palesata subito un’immagine in testa, e il resto ha preso forma pian piano. Mi ha colpita l’idea della disperazione di chi venderebbe pure l’anima che non ha per un aiuto. Anche se la chiave di lettura è ironica, in fondo capita a tutti di passare dei momenti in cui venderemmo l’anima al diavolo pur di sistemare i nostri dispiaceri.


C’è un autore in particolare che ha illuminato o che ancora illumina le tue opere? In altre parole, c’è un artista, uno scrittore che ti stimola a mordere la vita?
Dal punto di vista artistico e pittorico mi è sempre piaciuto molto Edward Hopper: il modo molto vivido e disincantato con cui dipinge i suoi quadri e l’uso perfetto delle ombre mi hanno sempre affascinata.
Mi piacciono anche molti illustratori e artisti contemporanei, DeConno e Mattotti ad esempio.
Il mio scrittore preferito invece è Chuck Palahniuk che, oltre a farti mordere la vita, spesso te la fa andare anche proprio di traverso. Certo, non ci si può aspettare altro da uno scrittore che ha pubblicato un libro intitolato appunto «Choke» (Soffocare).


L’impatto grafico dei tuoi lavori è inequivocabile. Come fondi queste due realtà, grafica e illustrazione? Crei rappresentazioni visive di un’idea o racconti storie tramite le immagini?
Innanzi tutto grazie per il complimento. Le mie illustrazioni solitamente nascono da un idea che ho nella testa e che ovviamente per me ha un significato preciso, ma mi piace anche l’idea che ogni persona possa dare il suo significato personale all’illustrazione, che rimanga aperta agli altri e che ognuno la faccia un po' sua. Mi attirano molto le combinazioni di colori e le armonie cromatiche e quindi cerco di inserirle nelle mie illustrazioni.


Le tue illustrazioni escono dal foglio e si adattano ad altre superfici senza farsi problemi. La t-shirt è un evergreen ma le carte da poker sono un supporto piuttosto originale. Come ci sono finite lì sopra?
Le carte sono nate per sbaglio, o meglio ho disegnato la prima come passatempo senza sapere nemmeno io cosa stavo facendo. L’idea mi è poi piaciuta e mi sono ritrovata con tutte le figure del mazzo fatte.
Unire la classicità delle carte a un messaggio un po' nascosto ed irriverente mi ha molto divertita.


Domanda irrinunciabile per il palato di CrunchEd: qual è il tuo rapporto con la musica e quali vie sceglie per farsi strada fino ai tuoi disegni?
Dal punto di vista musicale sono molto eclettica e spazio tra tantissimi generi musicali, posso svegliarmi con in testa una canzone degli Abba e andare a dormire ascoltando Pierangelo Bertoli, passando durante la giornata dal pop più commerciale e orecchiabile a pezzi rock meno «digeribili».
Seguo quindi più che un filone musicale, il mio personale mood del momento. Mi piace molto illustrare canzoni o album, questo mi permette di dare la mia personale idea e lettura del pezzo. 
Ho illustrato qualche tempo fa due dei miei pezzi preferiti: «La casa» di Daniele Silvestri e «Le rane» di Alessandro Mannarino perché ogni volta che li ascoltavo sentivo la necessità di trasformare le parole, ma soprattutto le mie emozioni, in immagini.


Chiudiamo con un classicone e, intanto, ti ringraziamo per la disponibilità: progetti futuri? A cos’altro stai lavorando?
Al momento il mio unico progetto è quello di lavorare il più possibile con le illustrazioni, di farmi conoscere (e di questa oppurtunità vi ringrazio moltissimo) e di continuare con sempre nuove sfide.
Prossime tappe imminenti, il Salone Internazionale del libro di Torino, dove andrò a presentare una mia illustrazione creata per un nuovo libro che verrà presentato in quelle giornate e il Museo Temporaneo di Brescia che allestisce la mostra «Del colore e del denaro» dove è presente anche una mia illustrazione. Spero che questo «morso» delle mie illustrazioni vi sia piaciuto e che vi sia venuta voglia di assaporarne ancora.

Grazie Cinzia, noi continueremo a seguirti qui:
Facebook
Sito
Instagram

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS