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Tante care cose | Erika Casciello | Simona Anna Gentile

Tante care cose | Erika Casciello | Simona Anna Gentile

(c) grafiche di Martina Masotti - illustrazione di Simona Anna Gentile

Uno squillo. Due squilli. Tre squilli.

La schiuma dello shampoo rischia di andargli di traverso mentre impreca ad occhi chiusi sotto il getto del soffione.

Quattro squilli. Cinque squilli.

"E se fosse un'emergenza? Al diavolo!".

Schizza fuori dalla vasca, il primo piede fradicio scivola pericolosamente sulle piastrelle già umide, cade all'indietro, batte il sedere sul bordo, afferra al volo l'asciugamano pronto sul termosifone, si precipita in salotto sotto l'improvvisa urgenza di rispondere, salta gli ultimi ostacoli dell'arredamento arrotolandosi l'asciugamano in vita alla bell'e meglio, afferra il ricevitore: - PRONTO?

- ANTONIO! Ho chiamato per farti gli auguri! Sono Peppa, la moglie di zio Carmine, mamma di Nunzio, ti ricordi? Giocavate sempre insieme, coi cavallini, al litorale, nell'87, alle feste di Filomena, la figlia di Natale, nipote di Gaetano, l'aiutante di zio Cristoforo, quello con nove fratelli, uno in America, ti ricordi? Ti aveva portato alle giostre, quella volta che hai vomitato per lo zucchero filato, sul calcinculo, che sei tornato a casa in mutande...

"E mo' chi è questa gente? Perché non mi ricordo mai i nomi dei parenti? Ma poi, nell'87 avevo cinque anni, a malapena so cos'ho fatto ieri e questa mi parla di trent'anni fa! Maledette siano queste feste e 'sti auguri, baci, tante care cose, buona fine e buon inizio, ma poi che vuol dire "care cose"? Sta a vedere che faccio tardi all'appuntamento e Lucia non mi vorrà più vedere e come lo disdico lo chalet a St. Moritz? Mi è costato una fortuna, ma vuoi forse non portarla in una località esclusiva per le feste? Ci mancherebbe, già c'è maretta nell'aria, è corsa a vantarsi subito con tutte le sue amiche, non me lo perdonerebbe mai", rabbrividisce.

-... insieme a Riccardo, quello della copisteria sotto casa, andavate insieme all'asilo, si è sposato la Ines, quella ragazzona bionda, sapessi come s'è fatta bella, hanno anche due bambini e Luisella me lo dice sempre "Due cherubini, sono!"

"Copisteria sotto casa? Ma sotto casa mia o sua? Ma no, che copisteria, c'era un alimentari! Che ora s'è fatta? Oddio, adesso chi la sente, penserà che le ho dato buca! Maledizione! Maledizione!"

- ... poi, allora, mi son detta "chiamo Antonio, gli faccio gli auguri, poi chiamo sua sorella"...

"SORELLA?" - Scusi?

- Ma come? Non sei Antonio Locicero, figlio della Bettina, quella del...

- No, no, no! Sono Antonio Grasso. E mia madre si chiama Teresa.

- Ah! E vabbè, scusasse. Ma tante care cose pure a lei, allora. Auguri! - 'Click'.

"Tante care cose? Già di caro c'ho St. Moritz e... Lucia! LUCIA! Guarda che ora s'è fatta!"

Compone il numero, febbrilmente. - Pronto? Pronto, Lucia, ascolta... Dai, non fare così, perdonami, ti prego, lo so, lo so che è tardi! Dai, Lucia, pronto? PRONTO?

© Erika Casciello

© illustrazione di Anna Simona Gentile 

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