La sonnolenza | Ana María Shua

La sonnolenza | Ana María Shua

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«Il sogno è il terreno d’elezione del peccato. Un luogo terribile in cui si realizzano e si puniscono i desideri che non possono essere soddisfatti.»
Duecentocinquanta racconti ipnagogici, sfumati, fluttuanti tra realtà e fantasia.

di Paolo Perlini

Anche le persone più ferme, equilibrate, razionali, quando piombano nello stato di dormiveglia perdono il controllo della mente, che si sa, già durante il giorno va per i fatti suoi, figuriamoci quando non stiamo con i sensi all’erta.

È in questo stato che si fanno incontri interessanti e dialoghi surreali: cambiano le prospettive ed è tutto gratis, privo di effetti collaterali. Non c’è alcun bisogno di assumere sostanze psicotrope, funghi allucinogeni, alcool, stupefacenti di varia natura. Se proprio serve un aiutino, si possono leggere le duecentocinquanta microstorie che compongono La sonnolenza di Ana María Shua, microracconti che formano una sola storia, piena di sorprese e meraviglie grazie a elementi fantastici.

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«Di che materia sono fatti i sogni? Non so i suoi, signore. I miei sono fatti di groviera e sono molto saporiti, piccanti. Però: bisogna stare attenti ai buchi.»

Tutti i microracconti ruotano intorno ai temi del sogno, degli incubi e della fantasia. Benché brevissime, queste narrazioni racchiudono in poche frasi una potente intensità narrativa con tocchi di umorismo e originalità.
Ogni storia presenta un inaspettato colpo di scena o una virata intrigante, una scrittura che provoca nel lettore non solo ammirazione e brividi, ma anche l'irresistibile desiderio di continuare a leggere, a spostare un po’ più in là il momento di spegnere la luce.  A sperare di sbattere in un sogno qualsiasi, anche un incubo, basta che ci sia.

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«Con un piacere che è anche orrore che è anche piacere, estraggo molte volte la lancia dal corpo del mio nemico, vivo, e molte volte torno a introdurvela, rigirando la lama affilata nella carne, come un uomo io, la padrona della lancia, insanguinata io, contorcendomi dal dolore su quel corpo che è anche il mio, io.»

Di primo mattino, invitano anche a leggere qualche paginetta, giusto per iniziare la giornata nel modo migliore, capire se qualche sogno o incubo può essere comune, scoprire nuove parole, scontrarsi con associazioni inconsuete. Rendersi conto quanto sia bello sognare, talvolta sognare di sognare, sognare di non dormire. In altre parole, vivere una realtà parallela.

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«Se un inglese che conosco ma non riconosco sobilla le sue betulle contro di me e inalberando un gimnoto palpitante cerca di ammonirmi, non mi avvilisco. In poche parole lo mando al diavolo nella sua lingua madre. Una persona colta come me è capace di sognare in tre idiomi.»

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«Scenda!, mi gridano dalla strada. Non me la sento di scivolare su una corda: mi ustionerei
le mani. Scenda dal mandolino!, mi gridano di nuovo i pompieri. Quegli ignoranti non sanno distinguere un mandolino da un liuto.»



Titolo: La sonnolenza
Autrice: Ana María Shua
Traduzione di Loris Tassi
Casa editrice: pièdimosca
Pagine: 264
Pubblicazione: 30 novembre 2023

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