Manifest Destiny – Mnemophobia e Cronophobia

Manifest Destiny – Mnemophobia e Cronophobia

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(Luci basse. Macchina del fumo in azione. Occhio di bue tenue su di me che sto seduto su uno scranno lugubre, al centro dell’inquadratura)
La nebbia è viva!
La nebbia nasconde tutto e mostra all’uomo le proprie paure, celate nei meandri della mente.
(Gracchiare di corvi… se non li trovate, fateli a voce)
E ve lo dice uno che sta nel triangolo delle Bermuda tra Modena, Bologna e…(Boato di tuono) Ferrara.
Mica cazzi.
Altro che Clark e Lewis, che se avessero fatto un po’ di campo d’addestramento nella zona del Bosco della Mesola, avrebbero avuto meno problemi con le insidie presentate in questo nuovo volume.
Poi si lamentano, tsè. 

Manifest Destiny!
Siamo giunti al quinto volume di questa serie presentata in Italia da Saldapress.
Lewis e Clark continuano il loro travagliato viaggio nei territori inesplorati d’America per scoprire quali siano i pericoli maggiori per un eventuale insediamento e per vedere, analizzare e catalogare tutte le stranezze incontrate nel loro cammino.
E, ormai, la lista si è fatta lunghetta…
Avevamo lasciato i due, gli uomini che compongono la loro spedizione, la loro guida indiana e i reduci di un insediamento trovato sulla loro strada (e scampato a una minaccia letale vegetale) alle prese con la costruzione di un fortino su terra indiana. Con il benestare dei “locali”, infatti, il gruppo aveva pensato bene di realizzare un rifugio per l’inverno, per non rischiare di trovarsi ancora più indifesi contro i mostri della zona.
Un periodo di pace, tranquillità e unione, diverso da tutto quello che era stato fino a quel momento e rinvigorente per il futuro della spedizione.
Seeeeee, piacerebbe.

Nemmeno una palizzata di robusti tronchi e portoni spessi possono tenere lontani i guai! Tutta la difesa potrebbe essere vana davanti a una strana nebbia che sembra circondare il forte e introdursi in nei pertugi possibili e in mezzo alla quale potrebbero addirittura nascondersi tutti i mostri precedentemente incontrati.
Chris Dingess tesse una tela di eventi che portano avanti le vicende della spedizione (e, in alcuni casi, crea dei nuovi punti fermi importantissimi per le storie a venire) ma, allo stesso tempo, mette freno al senso del viaggio che faceva da motore pulsante a tutti i volumi pubblicati fino a qui.

Il cambiamento più evidente è la staticità voluta di Mnemophobia e Cronophobia, controparte necessaria per il proseguimento di trama. Impreziosisce, come al solito, Matthew Roberts che da prova delle sue doti artistiche sia sulle figure umane che sull’ambiente. Un ambiente che è protagonista assoluto, forse più del gruppo di superstiti della spedizione.
Man mano si va avanti con le vicende di Manifest Destiny si ha la sensazione che a farla da padrone sia il territorio, piuttosto che l’uomo.
Un messaggio chiaro: “uomo sarai sempre inferiore e indifeso contro il mondo che ti circonda”. 

Vado col parere personale (che potrebbe avere delle sfumature leggermente spoiler… ma, al giorno d’oggi, cosa non lo è più?): dopo quattro volumi incalzanti, dinamici e pieni di sorprese, ho avvertito un leggero calo di tensione e di ritmo.
Vuoi anche l’ambientazione stazionaria di questo volume, che descrive alla perfezione il periodo di pausa che dovrebbe vivere la spedizione, vuoi anche che non potevano certo pretendere di trovare sempre soluzioni nuove (e, in realtà, le stesse idee del fortino e del fermo forzato per l’arrivo dell’inverno sono nuove).
Mettiamoci anche un utilizzo dei mostri visti nei numeri precedenti, spiegati con le allucinazioni provocate dalla nebbia, che di per sé è sì un mostro ma molto meno caratteristico dei precedenti.
Ecco, tutte queste cose legate insieme mi hanno fatto smorzare l’entusiasmo fin qui inneggiato.
Intendiamoci: disegni e testi rimangono su alti livelli; è proprio la trama di questo arco narrativo che ho trovato poco interessante seppur abbia punti importantissimi come il destino della vita che porta in grembo la guida della spedizione (e qui, davvero, non vi anticipo nulla). 

Insomma, Clark e Lewis sono chiari: nel periodo freddo dell’anno, se siete di passaggio per le parti di Ferrara e dintorni, state in occhio.

Se vedete un tipo strano, magari uno che fa recensioni di fumetti per CrunchEd che corre nudo lungo la strada gridando “SPOILER! SPOILER! SPOILER!”, come nemmeno la Dottoressa River Song farebbe, è sicuramente colpa delle allucinazioni provocate dalla nebbia.
Forse.
Voi mettetevi al sicuro…
(Suspance. Risata malefica in sottofondo)


Manifest Destiny

Vol.5 – Mnemophobia e Cronophobia
Chris Dingess, Matthew Roberts, Tony Akins, Owen Gieni
Saldapress
Collana: Skybound
a colori, brossurato
genere: avventura/horror
Compra su: Amazon

 © Alen Grana

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