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Vite di Carta | Rincione

Vite di Carta - Rincione
Vite di Carta | Rincione

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Ancora loro.
I gemelli Rincione quando fanno un fumetto insieme sono come le mentos dentro la coca cola. Esplosivi.
Ci avevano lasciato con la trilogia “Paperi” che mi aveva talmente sconvolto da non riuscire a elaborarla e a recensirla, lo ammetto. Presi singolarmente il boccone doloroso è un po’ più digeribile, ma sia Giulio che Marco riescono sempre a colpirti come una scarica di pugni in tutto il corpo. Il primo con “Paranoiae” e il secondo con “#Like4like” hanno picchiato forte e hanno fatto male, lasciando quel sapore metallico che lascia il sangue in bocca.

Vite di carta” fa parte della collana Timed di Shockdom, un progetto ideato da Lucio Staiano (proprietario e fondatore della casa editrice) ambientato in un mondo futuristico dove due multinazionali hanno creato una forma di stato diffuso e si fanno la guerra per ottenere il controllo economico e politico del pianeta.
Le armi di questo conflitto sono i Timed, esseri umani dotati di poteri di durata limitata la cui fine porta alla morte.
Carl, il protagonista di “Vite di carta”, è un Timed in grado di sentire i ricordi degli altri e renderli reali disegnandoli.
L’uomo decide di auto esiliarsi per alleggerire la sua sofferenza scatenata dai pensieri propri e altrui, ma soprattutto per evitare alla moglie di restare a guardarlo morire. Lascia Dublino e si crea un’esistenza da eremita fra i monti dove ogni creatura con cui ha contatti è stata disegnata da lui stesso.
La storia è amara fin dalle prime pagine.
Lo stile didascalico di Marco, breve ma tagliente, è ancora più diretto rispetto alle scorse opere.
Nemmeno stavolta ha dovuto essere prolisso perché le tavole di Giulio parlano più che mai.
Il tratto “graffiato” è ancora più maturo e potente, riconoscibile fra mille.

Non c’è bisogno di tante parole quando si ha una storia come questa. Non si ha bisogno di chiacchiericcio rumoroso quando si hanno davanti le immense distese verdi dei prati d’Irlanda.
Anche stavolta la parola chiave è solitudine e ancora una volta rimbomba e ferisce, proprio come ci faceva male sentirci impotenti davanti alla crisi di Alan in “Paranoiae” o a quella vignetta tremenda che chiude il primo capitolo di “Paperi” con Paperugo riverso sul pavimento della doccia fra le lacrime.
Il punto è che non saranno fumettisti navigati e sicuramente possono solo migliorare, ma questi due a me piacciono da morire e ogni volta arrivano a prendermi il cuore e a strizzarlo in un pugno come pochi sono riusciti a fare.
Marco e Giulio mi fanno star male, ma quel male non necessariamente negativo.
Come Carl, sento quella malinconia e quel continuo bisogno di chiudere i cerchi nel migliore dei modi, consapevole che la sofferenza a volte è anche un mezzo per imparare e per non precludersi niente.
Come Carl siamo sempre alla ricerca della pace dei prati verdi d’Irlanda e degli abbracci di chi amiamo, ci tormentiamo per poi finire sempre lì dove si possono disegnare i ricordi felici per prepararsi un finale degno.

Rincione, stavolta siete pure riusciti a farmi commuovere.
Maledetti.
(Grazie).

Vite di carta
Autori: Marco e Giulio Rincione
Collana: Timed
Misure: A4 cartonato
Pagine: 64
Prezzo: 15€
Uscita: 12 ottobre 2017
Compra su: Amazon

© Giulia Cristofori

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