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#Bookbite di Novembre 2017

#Bookbite di Novembre 2017

Novembre è un mese di attesa e passaggio, è la quiete prima della tempesta che ci inizierà a travolgere di qui a poco più di una manciata di settimane. Nel frattempo si può approfittare per indugiare ancora un po' su quei piccoli caldi piaceri che l'autunno ha da offrire, guardare da lontano quei i ritmi concitati e recuperare le energie per quel che sarà. @NoiDiCrunched ti offriamo un assortimento che siam certi ti preparerà ad affrontare qualsiasi cosa!

Einaudi

Ranocchio Salva Tokio

in libreria dal 14 novembre

Copertina di Ranocchio Salva Tokio

"Tornato a casa dall’ufficio il signor Katagiri trova, seduto nel suo salotto, un ranocchio gigante. L’anfibio alto più di due metri gli parla con cortesia, dice di chiamarsi Ranocchio e si scusa per l’intrusione domestica: “in circostanze normali non ci si presenta a casa della gente senza preavviso”. Ma quelle non sono circostanze normali, gli spiega Ranocchio davanti a una tazza di tè. Tokyo infatti è in pericolo. Sulla città si sta per abbattere un terremoto devastante, il cui epicentro cadrà proprio sotto l’edificio in cui lavora Katagiri. A provocarlo sarà il Gran Lombrico, una creatura mostruosa che vive nelle profondità della terra. Solo con l’aiuto di Katagiri, Ranocchio potrà scongiurare la catastrofe. Il signor Katagiri è sorpreso. Conversare in salotto con una rana gigante gli pare strano; ma gli pare ancor più strano che ci sia bisogno di lui per salvare la città. Lui è un uomo come ce ne sono tanti nel mondo. Fa un lavoro qualunque, abita in un appartamento qualunque, vive una vita qualunque. Una vita di cui nessuno si rende conto. Cosa può fare lui, che è gracilino e arriva a malapena al metro e sessanta, per fermare un mostro in grado si scatenare terremoti? Ma Ranocchio sa che nella sua vita anonima Katagiri ha fatto tanti piccoli gesti eroici, e lo convince di essere il solo in grado di dargli il giusto supporto nella lotta contro il Gran Lombrico."

Sperling & Kupfer

Sleeping Beauties

in libreria dal 21 novembre

Copertina di Sleeping Beauties

Sleeping Beauties è ambientato in un futuro prossimo in una cittadina degli Appalachi la cui principale fonte di lavoro è una prigione femminile. E proprio lì avvengono strani fenomeni: quando le donne si addormentano, una sorta di bozzolo le avvolge tutte. E se vengono risvegliate, se il bozzolo che racchiude i loro corpi è scosso o violato, le donne diventano feroci e spaventosamente violente. Nel sonno, invece, si ritrovano tutte altrove... Nel frattempo gli uomini sono abbandonati a loro stessi e ai loro istinti primari. Una donna, però, la misteriosa Evie, è immune alla benedizione – o maledizione – della malattia del sonno. È un’eccezione da studiare scientificamente? O invece è un demone da distruggere?

Feltrinelli

Oltre l'inverno

in libreria dal 9 novembre

Copertina di Oltre l'inverno

Brooklyn, ai giorni nostri. Durante una tempesta di neve, Richard Bowmaster, professore universitario spigoloso e riservato, tampona la macchina di Evelyn Ortega, una giovane donna emigrata illegalmente dal Guatemala. Quello che sembra solo un banale incidente prende tutt’altra piega quando Evelyn si presenta a casa del professore per chiedere aiuto. Smarrito, Richard si rivolge alla vicina, che conosce a malapena, Lucía Maraz, una matura donna cilena con una vita complicata alle spalle. Lucía, Evelyn e Richard, tre persone molto diverse tra loro, si ritrovano coinvolte in un thriller dalle conseguenze imprevedibili. Tre destini che Isabel Allende incrocia per dare vita a un romanzo mozzafiato e molto attuale sull’emigrazione e l’identità americana, le seconde opportunità e la speranza che, oltre l’inverno, ci aspetti sempre un’invincibile estate.

Bompiani

Tipi non comuni

in libreria dal

Copertina de Tipi non comuni

Tom Hanks ha cominciato a scrivere questa raccolta di racconti nel 2015. «Nel frattempo ho girato film a New York, Berlino, Budapest e Atlanta e ho sempre scritto mentre lavoravo. Ho scritto in albergo durante i tour di lancio dei film. Ho scritto in vacanza. Ho scritto sugli aerei, a casa, e nel mio studio. Quando ho potuto permettermi un impegno regolare ho scritto la mattina, dalle nove all'una.» A scatenarlo così la passione per le macchine per scrivere che si è trasformata in passione per le storie sulle macchine per scrivere... In questi diciassette racconti la presenza dell'oggetto tanto amato è forte e chiara, sia per la vista che per l'udito. Che cos'hanno in comune una ragazza che non sa cosa fare di sé, un uomo anziano ricchissimo e annoiato, in cerca di emozioni da pagare a suon di milioni di dollari, un giocatore di bowling capace di compiere un'impresa incredibile, una guardinga neodivorziata che trasloca in un quartiere nuovo coi suoi due bambini, un immigrato sopravvissuto a una guerra alle prese con la ferocia e la solidarietà di New York? Una macchina per scrivere, appunto. Che ticchetta in sottofondo, segnando il passo di una prosa sicura e sfaccettata. «Ciascuna macchina per scrivere imprime nella carta una traccia permanente dell'immaginazione attraverso tasti, martelletti, stoffa e inchiostro: una versione più morbida dell'incidere le parole nella pietra.»

Il Saggiatore

Il Modo di Dire Addio

in libreria dal 2 novembre

Copertina de Il modo di dire addio

Léonard Cohen che scrive poesie su una Lettera 22, seduto al tavolino di una stanza gelida. Léonard Cohen in abito fumé, che alza il fedora di feltro per salutare la sua band. Cohen in un monastero zen, conosciuto da tutti i monaci come Jikan, «il Silenzioso». Léonard Cohen in Grecia, mentre lavora a un romanzo sotto lsd. Cohen a Montreal, Cohen a Londra e a New York. Cohen l'ebreo che canta un Cristo marinaio. Cohen e il suo sguardo dolce, Cohen gentiluomo. Cohen disperato. Cohen dalla voce tenebrosa e dorata, Cohen alcolizzato. Cohen figlio di un sarto, Cohen portavoce di ogni uomo perduto. Cohen e un amore finito. Cohen con Janis Joplin, su un letto sfatto del Chelsea Hotel. Cohen e Marianne. Cohen e Suzanne. La vita di Léonard Cohen è stata un cammino di gloria e tormento, di sconfitta, eleganza e fragile bellezza. Il suo esordio come cantautore è arrivato solamente a trentatré anni, dopo tre raccolte di poesie e due romanzi acclamati dalla critica e ignorati dal grande pubblico. Cucendo insieme musica e parole ha creato la sua arte, fatta di suoni vellutati e canti dall'abisso, di tradimenti, addii, di morte e desiderio, di impermeabili blu e uccelli sul filo. Ha dato voce a chi si consumava nell'attesa, ha sussurrato di misticismo, malinconia, di sesso e solitudine; ha alzato il suo Hallelujah verso un mondo sacro e distrutto, sporco e incantato. Ha dato forma all'amore come redenzione, promessa non mantenuta, vortice in cui sprofondare, lasciando canzoni nate dall'assenza e dalla privazione, poesie scure come la cenere depositata dal fuoco ardente ma effimero del tempo. "Il modo di dire addio" è il libro in cui Léonard Cohen confessa in prima persona la propria vita e la propria arte. Attraverso decine di interviste inedite in Italia - accompagnate da una lettera in cui Francesco Bianconi, autore e voce dei Baustelle, racconta il suo Cohen più intimo, costantemente in bilico tra esistenza e poesia - scorrono cinquant'anni di episodi e brani indimenticabili, da «Suzanne» a «I'm your man». E si svela a poco a poco il complesso mondo interiore di un uomo per cui la depressione è sempre stata una realtà quotidiana con cui lottare, un mare scuro da cui emergevano in superficie le sue canzoni, perché ogni sua parola era un'esplosione di luce.

© Christina Bassi

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