Kabirya | In Chiaroscuro

Kabirya | In Chiaroscuro

Kabirya – In Chiaroscuro
L’esordio discografico della band piacentina denso di foschia contemporanea e bagliori 

di Chiara Bianchi

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In Chiaroscuro è l’esordio discografico della band Kabirya, per la OrzorockMusic, dalla pianura piacentina, coi colori nascosti dalla nebbia, anche i brani contenuti in questo lavoro sembrano avvolti dalla foschia del contemporaneo, in cui emergono bagliori di luce. La band dichiara di essere stata fortemente ispirata dal film di Wim Wenders Lo stato delle cose del 1982 e di aver costruito il disco intorno all’omonimo brano In Chiaroscuro – nel cui video ufficiale il protagonista è il film stesso che appare con alcuni fotogrammi ed effetti sonori inframmezzando le riprese di un live eseguito in controluce –.

ph. Roberto Dassoni

Tutte le dieci tracce ci portano in luoghi lontani e ci permettono la condivisione di una osservazione della realtà da punti di vista differenti, come in un caleidoscopio. 

Varie sono le influenze musicali, dal pop-rock al post-wave, con un orecchio in Italia e uno oltralpe. I testi, in italiano, ci offrono una comprensione diretta e profonda della necessità di comunicare con attenzione ogni concetto, sfiorando il bianco e il nero, ma senza mai coglierli appieno. 

La presenza di una cover, Siberia dei Diaframma, racconta quali siano i loro maestri di riferimento, le loro preferenze musicali e, uno spiccato interesse per l’elettronica, fa diventare il pezzo –nato con chitarre sporche e voce suadente di Miro Sassolini, poi ripresentata negli anni da Federico Fiumani – un ibrido che sta a metà strada tra  la dance e un tentativo ringiovanimento di quei suoni originali, per un risultato non pienamente entusiasmante. 

Le altre tracce si muovono tra chitarre distorte, ritmi aggrinziti e una voce semplice, esile, regolare, con rotacismo a segno particolare. Basso e batteria precisi e puliti nei passaggi. Il pezzo meglio riuscito è La voce, in cui la chitarra apre a infinite possibilità, un pieno giro di basso a fare da tappeto, suoni elettronici, in un crescendo, accanto alla linea vocale, che esplode nel ritornello destinato a restare in testa. 

Almeno sei consapevole
Di essere un perdente
Troppe certezze non portano a niente
È l’attenzione che si disperde

I Kabirya sono Francesco Tosi (voce, chitarre, piano e synth), Gabriele Gnecchi (batteria e percussioni) e Riccardo Silva (basso e cori).

TRACKLIST

1. Il silenzio è solo un gioco
2. Nebbia e piombo
3. Visage Gendarme (La pazzia giustifica i mezzi)
4. Stanza
5. Von Dutch
6. La voce
7. Sophia
8. Forse è migliore
9. Siberia (Cover dei Diaframma)
10. In chiaroscuro


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